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Seconda puntata piu' scattante, ma le canzoni quest'anno disertano il Festival

Pippo Baudo è un uomo d'onore ed ha mantenuto le promesse. Per cui inizio più spedito, meno fronzoli, e dritti al sodo. Incomprensibile la finta entrata di Bianca Guaccero. Ma non hanno spiegato a Gino Landi che il tempo è denaro? Soprattutto per noi giornalisti che paghiamo ogni secondo di connessione a peso d'oro. La cosa più riuscita del Festival sino ad ora, a parte il servizio in camera extra lusso del mio albergo e l'affascinantissimo cameriere, è lo sketch pubblicitario di Aldo, Giovanni e Giacomo, la rockstar posticcia del loro spot è più credibile ed intrigante di qualsiasi artista presente all'Ariston.

I cantanti si susseguono alla velocità della luce e non rimane nulla o quasi delle loro canzoni. Brutto segno. La banalità è imperante e così deprimente che non resta spazio neppure per un po' di sana cattiveria, lo sport preferito per molte ragazze single e sovrappeso come me. E allora via alle danze.

Mario Venuti. Che stile, che classe. Il pezzo sembra Baglioni che fa le cover dei Blur però. Voto 6 e mezzo.

Amedeo Minghi. Si è tagliato il codino. Unica cosa degna di nota. Voto 5

La Scelta. Di chi esattamente? Chiunque sia va percosso. Il prossimo che mi rifila la solfa del multiculturalismo lo faccio menare dal mio amico Assan. Voto 3 per il buonismo furbetto.

Lola Ponce e Giò Di Tonno. Lei è una sirena. Lui una fochetta impertinente. Sono simpatici, ma la Gianna stavolta ha fatto cilecca. Voto 5/6

Sonhora. Sono due, non ne bastava uno? Voto 5. Al parrucchiere

Gianluca Grignani. Che bono, mi si passi il gergalismo. Si è fatto chiaramente una cura ricostituente a base di Vasco e Beatles. Che novità. Bentornato. Voto 6/7.

Jacopo Troiani. Noi, ragazzi di oggi, noi. Il più professionale di tutti. Ha quindici anni e mi inquieta. Voto 6 alla giovinezza che si fugge tutta via.

Mietta. Dejá Vu. Voto 5.

Rosario Morisco. Ecco un altro boy scout dei miei stivali. Credo che a Kabul i suoi dischi andranno a ruba. Perché non considerare una proficua esperienza all'estero, dunque. Di questi tempi fa curriculum. Voto 3.

Loredana Berté. La strega di Biancaneve. Ma è stata l'unica in grado di dare un taglio al russamento generale della sala stampa. Voto 6. Al barman.

Little Tony. Il mio personale eroe del Festival. Voto 7. All'ultracorpo che si è impossessato di lui.

I Duran Duran. I miti non dovrebbero invecchiare così ingloriosamente. Simon ha assassinato il micio per farsi un toupet? Lo ripeto, il chirurgo di Toto riceve su appuntamento.

Ariel. Di ribbbbelle c'è solo la dizione. Voto 4. Alla presunzione.

Balletto etnico. Le ragioni di questo intermezzo mi rimangono oscure ed impenetrabili.

Tiromancino. Zampaglione è uno sfiatato, ma il pezzo tiene. Voto 7.

Riccardo Cocciante presenta "Romeo e Giulietta". Non posso dire niente. Cocciante ha ridato speranza alle mie aspirazioni frustrate di unirmi al jet-set, quindi, ogni sua manifestazione è per me destinataria di sincerissime e spontanee lodi.

Finley. L'adrenalina se la sono già presa tutta. Evidentemente. Si dicono rock, e per questo il loro essere così soporiferi è più che semplicemente inaccettabile, è criminale. Voto 4.

Francesco Rapetti. Leggi Mogol. E basta. Voto 5.

Sergio Cammariere. Il Sergio ci piace, ha carattere ed è un giovanotto capace. Voto 7.

Valeria Vaglio. L'amore saffico di Valeria è meglio del visagista della Tatangelo. Voto 6.

La Selecao Sacerdoti. La beneficienza fa audience.

Buonanotte. Mi si incrociano gli occhi.

A domani.

Rosario Morisco: la biografia

[da www.sanremo.rai.it]

Morisco, cantautore e militare dell'Esercito Italiano, da sempre impegnato in Missioni di Pace all'estero con i propri reparti.

Per dieci anni è stato uno di quei militari che ha messo piede in quasi tutti i territori dove vi era stato e vi è un conflitto, una guerra, arrivando come uno di quei ragazzi che sbarca "DOPO" le esplosioni... le bombe... gli spari... i morti... per ricostruire... ri/portare pace... tutelare i civili... in Bosnia, in Kosovo, in Macedonia, in Afghanistan e tanti altri Stati. Ha passato questi anni imbracciando un'arma, per far sì che la Pace avesse tutori, sentinelle, vigilando sulla sicurezza delle persone civili e, non appena gli era consentito, passava ad imbracciare una chitarra.

Non vi è alcun messaggio nè politico, nè militare in "Signorsì", ma un dialogo tra lui ed un superiore, mentre scorrono nell'anima e nella mente le immagini di un luogo di conflitto, stati emotivi contrastanti, le esperienze, la vita, le visioni, le sensazioni, i racconti, le emozioni, i brividi, le paure, la commozione, la chitarra, le note, la voce, le parole, i pensieri di un ragazzo musicista napoletano.

Il suo progetto discografico, viaggia tra le corde del reportage/testo verità, dai luoghi di guerra, per passare, soprattutto, attraverso i sentimenti e le emozioni di vita reale e comune, vissute da un giovane trentenne.

Rosario Morisco dice : "Mi sento un portatore di Pace in luoghi dove si respira la fine del mondo".