Sulla carta, questa terza puntata del Festival era la più temuta. Lunghe ed estenuanti sedute di depilazione in zona bikini apparivano come un'alternativa tutto sommato accettabile. Il suo potenziale soporifero era tale che abbiamo iniziato ad ingurgitare caffè dalle sei del pomeriggio. Il risultato è stato una sala stampa in preda al delirium tremens e ad una feroce acidità di stomaco, nonché una certa propensione all'aggressività fisica.
Fatto sta che mi sono dovuta ricredere, grazie alle nuove configurazioni, il livello delle canzoni si è evoluto da basso a medio basso.
Prima che il circo iniziasse però si è esibita Loredana Berté con Ivana Spagna. Sembravano due tredicenni in gita e il loro sincero divertimento ha decisamente giovato ad un pezzo che, onestamente, non è chissà cosa, nonostante le sperticate lodi raccolte in questi giorni.
Subito dopo, ecco il primo duetto, i Finley e la messicana Belinda, che appunto si è dimenticata la voce in Sudamerica. Il pezzo suona come la peggiore canzone di una qualsiasi college band dell'Arkansas. Voto 4/5
Tricarico e Mago Forest. Chiambretti ha saggiamente deciso di non farsi trovare sul palco. La presenza del Mago Forest non si capisce bene che funzione abbia. Il ragazzo nella sua vita ha sofferto molto, ha superato una serie titanica di sfighe, ma questo non è sufficiente per apprezzare il suo brano. Voto 6. A Rino Gaetano.
Mietta e Neri Per Caso. La scelta di cantare a cappella non è strategicamente consigliabile. Concilia il sonno. Voto 5. Alla valeriana.
Max Gazzé, Marina Rei e Paola Turci. A mio avviso la canzone migliore in gara. Voto 7 e mezzo.
Fabrizio Moro e Gaetano Curreri. Il Festival della supponenza. Voto 5. Alla prosopopea.
Sergio Cammariere e Gal Costa. La sala stampa si trasforma nel Maracanà durante il Carnevale. Voto 7. A Pippo Jobim e al mio gonnellino di banane.
Frankie Hi Nrg Mc e Simone Cristicchi. A quando i jingle pubblicitari? Di rottura però... Voto 6. All'assassinio delle giovanil illusioni.
Marc Yu. Robotica cinese.
Tiromacino e Stefano Di Battista. Zampaglione si è preso le pastiglie per la gola, ma il sax pruriginoso mi annulla l'effetto benefico. Voto 6 e mezzo. Alla commedia sexy degli anni '70
Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino. Bennato può invitare un'intera filarmonica. Questa è e rimane una sigla tv. Voto 5 e mezzo. La RAI è anche vostra.
Mario Venuti e Denovo. A volte ritornano. Voto 6 e mezzo.
L'Aura e Rezophonic. Rebel with a cause. Voto 6/7.
Yael Naim. Regina Spektor con meno carisma.
Gianluca Grignani e I Nomadi. Senza infamia e senza lode. Voto 6 e mezzo. Al dietologo del bel Gianluca.
Anna Tatangelo e Michael Bolton. Ammiccanti. Troppo. Voto 6. Al sorriso tirato di Gigi.
Paolo Meneguzzi con Tony Hadley. Simon LeBon non era disponibile, ha smarrito il toupet. Voto 4/5. Allo yuppismo in naftalina.
Little Tony, Mayo Reyes e Gipsy Kings Family. L'invasione degli ultracorpi. Voto 5/6.
Amedeo Minghi, Giuliana De Donno e Marianna Berardi. Sanremo al cubo. Voto 5 e mezzo.
Giò di Tonno, Lola Ponce & Los Vivancos. Sovrabbondanti. Voto 6. Da dividersi tra tutti i partecipanti.
Michele Zarrillo con Paola & Chiara. Improbabili ma non intollerabili. Voto 5 e mezzo.
Toto Cutugno e Annalisa Minetti. Da consumarsi entro e non oltre la mezzanotte. Voto 5.

Commenti dei lettori (Pagina 1 di 1)
Non sono d'accordo con i voti e i commenti dati da Stefania Paolini.
Inanzitutto,questa serata di duetti è stata piacevolissima..Zarrillo merita un bel 7, toto cutugno con la Minetti hanno cantato divinamente..
Non capisco questo accanimento dei giornalisti verso questo festival che è e rimane uno spettacolo fatto bene, condotto egregiamente e con delle belle canzoni.
Pubblicato alle 7:33PM il 28th Feb 2008 da micaela